Tg Parma, edizione del 25 dicembre 2015 – La cena della Vigilia in stazione.

Tg Parma, edizione del 25 dicembre 2015 – La cena della Vigilia in stazione.

Al minuto 08 e 30 secondi il servizio televisivo sulla cena del 24 dicembre, con la partecipazione del sindaco Pizzarotti.

http://www.tvparma.it/Video/tg-parma—telegiornale/tg-parma-edizione-del-25-12-15-ore-12-45

 

Natale in stazione, a cena con i senzatetto anche il sindaco Pizzarotti…

Natale in stazione, a cena con i senzatetto anche il sindaco Pizzarotti…

Articolo di PARMA TODAY, 26 dicembre 2015

http://www.parmatoday.it/cronaca/senzatetto-vigilia-stazione-pizzarotti.html

 

Con “Pane e Vita” torna la cena della Vigilia in stazione per i senzatetto.

Con “Pane e Vita” torna la cena della Vigilia in stazione per i senzatetto.

Appuntamento il 24 sera alle ore 20.00 in stazione…

tv parma

http://www.tvparma.it/Video/tg-parma—telegiornale/con—pane-e-vita—torna-la-cena-della-vigilia-in

 

Intervista a Radio Parma, sulla cena del 24 dicembre.

Intervista a Radio Parma, sulla cena del 24 dicembre.

intervista a RADIO PARMA con Andrea Gatti sulla cena del 24 sera in stazione con i senza dimora…

 

https://www.wetransfer.com/downloads/779affabf1b9951c8c255552212d227720151224070009/694b49089b8a8ad4311323c2505fbdec20151224070009/ee7f81

Senzatetto, Cena della Vigilia e libri sospesi.

Senzatetto, Cena della Vigilia e libri sospesi.

Intervista a Radio Vaticana…

http://it.radiovaticana.va/news/2015/12/24/senzatetto,_cena_della_vigilia_e_libri_sospesi/1196581

natale 2014-1

RADIO PARMA – 17/09/2015 Una notte per capire e fermare…

RADIO PARMA – 17/09/2015  Una notte per capire e fermare…

In occasione dell’evento “Notte dei senza dimora” del 19 settembre,
Radio Parma ha intervistato il Presidente Luigi Martusciello.
L’evento è divulgativo per rendere più nota e visibile la condizione dei senza tetto, le loro esigenze, le insite richieste di essere considerati come normali; non occorre solo il pane, anche se il pane è vita da sempre; chiedono una relazione alla pari, vogliono sentirsi curati e pensati come persone umane, demotivate, stanche, amici fragili, La prima condizione in cui incorrono quando “sbarcano” in strada, è l’uso, e poi l’abuso, di alcol, quasi sempre per sopportare questa nuova condizione. Sarà una festa, ma una festa non è, non solo; un nostro impegno ed un opportunità di farci carico delle nostre più insite responsabilità interiori, che la nostra coscienza di persone solidali, frequentemente ci mette in evidenza. Eleviamo le nostre voci a favore di chi…

https://www.wetransfer.com/downloads/14d07669fe51666466196f3b1a8317af20150917085054/2aff228a9ce87341e2886d1573ae578b20150917085054/344415

Senza tetto per sorte o per scelta

Senza tetto per sorte o per scelta

“Una volta ero in piedi anch’io”: le voci di chi vive in strada

SENZATETTO PER SORTE O PER SCELTA

Senzatetto in Pilotta

“Vengo dal Kosovo, sono scappata dalla guerrae dalla povertà. Ho dieci nipoti e bisogno di soldi”.

Cosa si nasconde dietro a una mano tesa o a un cappello per terra? Da dove arriva quella gente dello stesso colore dei muri che popola le strade pregando per qualche spicciolo?Questa è una storia di persone.

Maria è una donna robusta che gira sotto ai portici di via Mazzini trascinandosi sui piedi gonfi: “Sono in Italia da parecchi anni e ho girato diverse città: Trento, Bolzano, Padova, Modena. Adesso sono qua da circa sei mesi e mezzo”. Il suo è un buon italiano dal marcato accento dell’Est. Le sue parole sono chiare: “Sono scappata per la guerra – racconta – c’era una grande povertà e speravo in una vita migliore.” Purtroppo non è stato così: “Dormo in stazione e soffro ancora la fame. Nemmeno quando piove ho un posto dove andare, devo dormire per terra nonostante il fango e l’operazione ai reni”.
Maria tende quel bicchiere mezzo vuoto tutti i giorni e a tutte le ore perché ha bisogno di comprarsi le medicine: “Non ho più un rene e devo prendere dei farmaci, il Nurofen. Costa 8,50 euro e con quello riesco a tenere sotto controllo almeno il dolore. A volte devo decidere se mangiare o prendere le medicine, a volte non mi si pone nemmeno il problema”.
Alza gli occhi da terra, allunga la mano nodosa, mostra, come fosse un portafoglio, quel bicchiere di plastica che non molla mai: “Guarda, dove vado con questi? A Modena ci sono tutti i miei dieci nipoti, loro non stanno meglio di me, ma almeno sono la mia famiglia. Un biglietto costa 5 euro, il Nurofen 8,50 e io qua dentro avrò solo 3 euro”.

DA OPERAIO A SENZATETTO – “Una volta ero in piedi anch’io”. A parlare é Stefano, romano di 58 anni, un passato da operaio metalmeccanico, un presente da senza tetto. La sua storia colpisce per la normalità con la quale viene raccontata: “Sono arrivato a Parma un po’ per lavoro e un po’ per amore. Mi sono licenziato perché mi hanno tagliato le gambe, non sopportavo più le prepotenze dei miei capi”.
Stefano sta seduto sotto i portici di una strada quotidianamente divorata dai turisti, a ridosso di piazza Garibaldi. Ma non chiede denaro:  “Non faccio l’elemosina perché non è un lavoro.Mi piacerebbe avere la soddisfazione di rendermi utile, ma intorno a me vedo tanta indifferenza e distrazione. Vorrei che qualcuno mi chiedesse di fare piccole cose come pulire la strada o dei lavoretti di manutenzione. In compenso cosa chiedo? Solo un bicchiere d’acqua”.

PER STRADA PER SCELTA – Antonio, 30 anni, è uno studente di fisica che a pochi esami dalla laurea sceglie di lasciare i libri e prendere uno zaino.”Sono consapevole della mia decisione: ho voluto vivere la strada e per la strada. E’ come se gli occhi mi si fossero aperti per la prima volta – racconta – ho capito che quello che stavo facendo non era quello che volevo e dovevo fare. Avevo una fidanzata che amavo, una stanza, un letto e dei coinquilini, ma non mi sentivo al mio posto. Ai miei genitori non ho detto nulla della mia condizione, non voglio che si preoccupino per me e non voglio che mi diano soldi. Mi mantengo dando ripetizioni di fisica, mentre per anni ho fatto il barista ed il commesso in un tabaccaio”.
La sua vita è un continuo montare e smontare la tenda: “Pianto la mia casa dove posso – continua Antonio – dormo e al mattino presto me ne vado, per non disturbare nessuno. Una volta ho piantato la tenda sotto al Comune, è venuto il sindaco e mi ha detto di rivolgermi alla Caritas. Ho rifiutato. Un’altra volta l’ho piantata al Duomo e mi si è avvicinato direttamente un responsabile della Caritas che mi ha offerto dei soldi ed una stanza. Ho rifiutato di nuovo. Non è una soluzione per i senza tetto quella adottata dalla Caritas: si tratta di distribuire i soldi che le persone devolvono, ai poveri. Ma le stesse persone che donano, sono le stesse che quando vedono un mendicante per strada passano dritte senza nemmeno guardarlo. La domanda che mi faccio tutti i giorni è: cosa farò domani? Ed è la stessa che pongo anche alle persone che vedo sedute ai bordi delle strade: cosa farete domani? Continuerete a fissare il suolo e a porgere il cappello?”.

SOS SENZA TETTO - Piattaforma Parma‘ è un progetto avviato dal Comune in collaborazione con diversi enti. Lo scopo è di raccogliere e distribuire, tramite la Caritas parmense, l’Emporio di Parma, l’Emporio Valtaro e la Caritas Fidenza, alimenti offerti da aziende del settore agroalimentare. Esistono sul territorio alcune associazioni Onlus che si occupano non solo delproblema del pasto, ma anche di altre emergenze come quella del freddo e della convivenza sociale. Dal 2006 è stato istituito dall’Assistenza Pubblica di Parma il progetto ‘Pulmino di Padre Lino’: alcuni volontari, quattro sere alla settimana, raggiungono i luoghi di maggiore emarginazione sociale e si mettono a disposizione dei residenti dei marciapiedi, dando loro qualcosa da mangiare e qualcosa con cui coprirsi, oltre che un po’ di attenzione. Ci sono anche luoghi dove poter mangiare, con o senza prenotazione: la mensa dei Severiani in via San Martino o quella di Padre Lino in via Imbriani; dove potersi lavare, come alla mensa della Fraternità di via Turchi; o dove poter dormire: sono circa 60 i dormitori disponibili, a cui se ne aggiungono 24 aperti da novembre a marzo per affrontare l’emergenza freddo. Né la mensa dei Severiani, né il ricovero di via Turchi, né i 60 dormitori sono abbastanza per contenere uomini e donne, bambini ed anziani senza una cosa. L’allarme, per questo problema, non smette di suonare e continua a coinvolgere sempre più il ceto medio, tradizionalmente estraneo al disagio sociale. L’associazione Pane e Vita, per cercare di fronteggiare questa piaga sociale, ha in progetto la realizzazione di un dormitorio di almeno 20 posti. Non solo un luogo dove passare la notte tranquilli e al caldo, ma dove si possa trovare un appoggio anche durante il giorno, un trampolino di lancio per il reinserimento nella società.

 “Andando avanti arriverà il freddo, quello vero” dice una volontaria che, ogni martedì e giovedì sera, va in stazione con il pulmino colorato dell’associazione Pane e Vita, insieme a tutti gli altri volontari, per dare supporto ai senza tetto. Lo fanno dal 2005 ed ora sono attivi in 15. Lo scorso giovedì a dar man forte ai ragazzi di Pane e Vita c’erano i City Angels. “Da sei mesi distribuiamo pasti caldi, mentre prima davamo un sacchetto alimentare – spiega una ragazza – il tipo di cibo dipende da cosa riusciamo a raccogliere quando andiamo fuori dai supermercati. Lì troviamo gente più o meno disponibile a fare una piccola spesa anche per l’associazione, che poi si occupa della distribuzione in strada. Purtroppo succede che vengano tolti dagli scaffali dei supermercati, e gettati via, prodotti scaduti ma ancora commestibili. Noi non abbiamo la possibilità di recuperare quei viveri, c’è una burocrazia abbastanza insormontabile a riguardo”. Il numero di persone in carne ed ossa che ‘Pane e vita’ riesce ad aiutare in città si aggira attorno al 100. “Ci sono anche tanti italiani che vivono questa situazione di abbandono – dice un altro volontario impegnato nella distribuzione di viveri e indumenti – ma i più sono immigrati che vengono dal Maghreb e altri che arrivano dai Paesi dell’est europeo. Sono tante le badanti e colf che stanno perdendo il lavoro”. Chiaro che senza un reddito per sostentarsi queste persone “molte volte sole, senza nemmeno un parente, finiscono per ritrovarsi allo sbando per strada: il rischio maggiore è che inizino a ‘soffocare’ solitudine e povertà con l’alcool”.
Ma è possibile trovare una sistemazione nei dormitori? Almeno nelle notti più fredde? “L’unica cosa che possiamo fare è richiedere un invio alla Caritas che gestisce i dormitori, ma non è sempre facile trovare posto per tutti”. A questo punto, l’anima vera dell’associazione ‘Pane e Vita’ si scopre dando nuovamente un occhio al camper. “A volte – rivelano – ci è capitato di ospitare qualcuno di loro a bordo del nostro mezzo”.

di Carlotta Falcone, Iosetta Santini, Andrea Bernardi, Marika Bonanno

Parma Today 19 Novembre 2014

Parma Today 19 Novembre 2014


Sanzioni a chi dorme sui cartoni, Pane e Vita: “E’ panevita-4inconcepibile”

Le reazioni dell’associazione Pane e vita onlus sul nuovo regolamento di Polizia urbana che prevede il divieto di dormire sui cartoni sul suolo pubblico. “Perché invece di stilare nuove violazioni il sindaco non viene a contare il numero di coperte che la sera diamo ai senza dimora? Così capirebbe che è un fenomeno in aumento e conta anche molti italiani”

Alice Pisu 19 Novembre 2014

Consiglia

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Il nuovo regolamento di Polizia urbana presentato ieri dal sindaco Pizzarotti, dall’assessore Casa e dal Comandante della Municipale Noè ha già iniziato a suscitare reazioni, in particolare per le sanzioni previste riguardo i bivacchi. Nell’ambito dei comportamenti contrari all’igiene, al decoro e al quieto vivere, è vietato, secondo il nuovo regolamento, “sdraiarsi, sedersi, mangiare, bere o dormire in forma palesemente indecente occupando con sacchetti, cartoni o altro il suolo pubblico, i luoghi destinati al culto e alla memoria dei defunti, i gradini dei monumenti, le panchine, le soglie degli edifici prospicienti la pubblica via”. Il regolamento, che sostituisce quello ritenuto ormai obsoleto risalente a 32 anni fa, prevede anche sanzioni alternative alle pene pecuniarie attraverso il coinvolgimento in attività socialmente utili o nel settore del volontariato per alcuni tipi di violazioni ancora da definire da parte del Comune. Critica la posizione di una delle associazioni impegnate da anni sul territorio in favore dei senza dimora, Pane e Vita onlus.

Secondo il presidente Luigi Martusciello, si tratterebbe di misure fuori luogo, che non tengono conto della reale condizione sociale di un alto numero di persone costrette a dormire per strada. “Occorre fare un distinguo, ci sono persone che bivaccano in modo molesto generando problemi ai residenti pur avendo un altro posto in cui stare, in quei casi sono favorevole alle sanzioni, anche attraverso lavori socialmente utili di rieducazione. Ma multare una persona che non ha altra alternativa che dormire su un cartone mi sembra inconcepibile. Invece di sanzionare, il Comune dovrebbe attivare i servizi e cercare di arginare il problema, non certo multare chi non ha un posto in cui dormire. Poi ora la situazione è in continuo peggioramento, la sala d’aspetto della Temporary station è chiusa definitivamente, le persone che ci trascorrevano le ore più fredde della notte ora sono dislocate in punti diversi della città, cercando ripari di fortuna in qualche anfratto”, sottolinea Martusciello.  Riguardo il decoro e la pulizia delle strade, Martusciello sottolinea come l’attività dei volontari di Pane e vita non si risolva unicamente consegnando pasti caldi e coperte, ma invogliando chi li riceve a non lasciare in giro rifiuti, passando poi con le buste a buttare ciò che viene abbandonato. “Ci sono molti comportamenti indecorosi in città soprattutto in tema rifiuti, basta guardare le condizioni dell’area del mercato. In quei casi il Comune attiva il servizio di pulizia per garantire il decoro, non chiediamo che lo facciano anche con noi ma siamo i primi a garantire il decoro e incentivare i senza dimora a farlo”.

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Secondo l’associazione imporre divieti nei confronti di chi vive per strada non sarebbe la soluzione  giusta per risolvere il problema. “Perché invece di stilare nuove violazioni il sindaco non viene a contare il numero di coperte che la sera diamo ai senza dimora? Così capirebbe che è un fenomeno in aumento e conta anche molti italiani. Non si può pensare di risolvere il problema con la repressione, non si tratta di persone che potrebbero anche stare altrove, ma di chi non ha una casa e non ha intenzione di avere un atteggiamento indecoroso ma semplicemente non sa dove stare – dichiara il presidente di Pane e vita -. Soprattutto ora che si avvicina l’emergenza freddo il problema sarà in crescita, contiamo almeno 250 senza dimora a Parma, i 24 posti del dormitorio non sono certo sufficienti. Queste non possono essere risposte adeguate. Mi sembra un atteggiamento di carta quello dell’amministrazione, di chi continua a ignorare la condizione di un alto numero di senzatetto. Non è multando che si risolve il problema e neanche eventualmente comminando pene alternative rieducative, perché non servirebbe a nulla in questi casi